GLI STUDI EPIDEMIOLOGICI

LA COMPOSIZIONE DEI CALCOLI
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INTERPRETAZIONE ETIOPATOGENETICA DELLA LITIASI COLESTEROLICA DELLA COLECISTI NEGLI ULTIMI 1OO ANNI
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In Italia sono stati effettuati i più accurati studi epidemiologici riportati in letteratura sulla litiasi della colecisti. Il primo, nel 1981, fu il GREPCO che arruolò 2.320 pazienti. Il secondo, nel 1982, fu quello di SIRMIONE con 1.930 pazienti, il terzo, nel 1984 il MICOL (Studio Multicentrico Nazionale) con 29.739 pazienti. Questi studi epidemiologici si completarono negli anni attraverso due fasi successive:

1) La Fase Trasversale, nella quale fu studiata la prevalenza della malattia (numero di casi presenti nella popolazione) ed i “fattori associati” ad essa cioè i fattori predisponenti.

2) La Fase Longitudinale, nella quale fu studiata l’incidenza della malattia (numero di nuovi casi in un anno), i “fattori di rischio” cioè i fattori che la possono causare (più importanti dei fattori associati) e la storia naturale della malattia cioè come questa evolve negli anni e quali complicanze può provocare.

Si vide che, nel nostro Paese, la litiasi della colecisti aveva una prevalenza molto elevata: nei maschi era del 9,4 % e nelle femmine del 19,2% con un media del 14%. L’incidenza era dello 0,6% annuo.

I “fattori di rischio” risultarono essere:

–      Età (> 40 anni)

–      Gravidanze

–      Obesità

–      Diabete

–      Ipertrigliceridemia

–      Familiarità