calcolo renale

Risposta:

Da quanto mi scrive sembra che ecografia e RX diretta corrispondano. Non consiglio di forzare la diuresi per cercare di eliminare il calcolo da 0,8 cm in quanto l’aumento della pressione potrebbe causare una rottura dei calici renali con possibile formazione di un’urinoma. Infatti le probabilità di eliminazione di un calcolo di 0,8 cm sono scarse. Le consiglio di effettuare una Litotrissia Extracorporea previo esame URO-CT che dimostri inequivocabilmente la presenza del calcolo nell’uretere.

Risposta:

Il consiglio dell’urologo è giusto. Anche le linee di guida Europee sono in accordo. Un calcolo renale può infatti esser causa molto spesso di infezioni che, decorrendo silenti, possono con il tempo compromettere la funzionalità del rene. Inoltre il rischio è quello che il calcolo possa muoversi dal rene e andare nell’uretere. A questo punto può provocare coliche con la necessità di ricorrere in tempi brevi alla sua rimozione. Quando però è nell’uretere (soprattutto quello pelvico) a volte la litotrissia è difficile da effettuare e il rischio è quello di finire in una camera operatoria per sottoporsi ad una rimozione endoscopica. Perciò le consiglio di fare al più presto una Litotrissia Extracorporea. Per quanto riguarda il regime alimentare, se non viene effettuato uno studio sul suo metabolismo renale, non si può consigliare nessuna dieta. Nella nostra Unità di Litotrissia effettuiamo questo studio metabolico che è descritto per sommi capi sul nostro sito: www.litotrissia.it

Risposta:

Per sapere se il calcolo ha o meno un contenuto calcico, deve effettuare una TAC senza mezzo di contrasto; oggi non ci si può basare su una Rx diretta reni. Se anche alla TAC il calcolo non si vede, potrebbe essere di acido urico. In questo caso la terapia farmacologica, se data appropriatamente, potrebbe scioglierlo. Indipendentemente dalla sua composizione calcica o meno, con la litotrissia, da noi effettuata con il puntamento ecografico in tempo reale, il calcolo viene polverizzato ed eliminato senza alcun problema.

Risposta:

Con la nostra apparecchiatura a puntamento ecografico in tempo reale non è certamente un problema. La litotrissia extracorporea è un metodo non invasivo e non necessita di alcun tipo di anestesia.

Risposta:

La litotrissia con puntamento ecografico in tempo reale a volte riesce a "polverizzare" i calcoli intendendo con questo termine una frantumazione in particelle inferiori a 1 mm, e spesso riesce ad ottenere particelle inferiori o uguali a 3 mm. Pertanto i suoi microcalcoli, se effettivamente delle dimensioni di 2-3 millimetri, non necessitano di essere trattati con la litotrissia. Solo se le dimensioni fossero superiori ai 3 millimetri ci sarebbe l'indicazione al trattamento.