Esperto Risponde

Risposta:

Extracorporeal Shock Wave Lithotripsy: Litotrissia Extracorporea con Onde d’Urto.

Risposta:

Anche il giorno dopo. A volte se il calcolo non viene polverizzato ma solo frammentato si potranno avere delle coliche ma in genere queste si risolveranno rapidamente con l’espulsione dei frammenti residui.
I giorni a seguire la litotrissia si consigliera’ al paziente di fare un po’ di attivita’ fisica e di bere molto somministrandogli dei farmaci antispastici per rilasciare la muscolatura dell’uretere.

Risposta:

Mediamente dai venti ai trenta minuti. In alcuni casi, in cui il puntamento del calcolo è piu’ difficoltoso, puo’ durare anche quarantacinque minuti.

Risposta:

In genere è sufficiente ricorrere ad una semplice analgesia. La soglia del dolore è comunque estremamente variabile e qualche rara volta si deve sedare il paziente con un’anestesia per via venosa

Risposta:

Innanzitutto sara’ necessario accertare se lei ha avuto effettivamente una colica renale. Cio’ potra’ essere verificato effettuando un’ecografia, una radiografia “diretta” dei reni e della vescica ed un’analisi delle urine. Con l’ecografia potranno essere visualizzati eventuali calcoli presenti nel rene o meglio nella pelvi o nell’uretere (infatti sono questi ultimi che, ostruendo la via escretrice, ne provocano la dilatazione e quindi la colica). Ma a volte è difficile vedere ecograficamente calcoli incuneati nell’uretere, soprattutto nel suo tratto pelvico. In questi casi potra’ testimoniare la presenza di un calcolo la dilatazione a monte della via escretrice. Nell’analisi delle urine la presenza di sangue (globuli rossi) nel sedimento urinario si accompagnera’ molto spesso ad una colica renale. Attraverso la radiografia “diretta” dei reni e della vescica potra’ essere individuato un calcolo radiopaco nell’uretere non visualizzato con l’ecografia.